Il MIUR vieta MAD a docenti in graduatoria favorendo supplenti senza titolo

A cura di Flavia Altomonte

La scuola, lo scorso quadrimestre, ha subìto i contraccolpi del lockdown e ne è uscita totalmente ferita mentre il Governo nella persona del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha emanato ed approvato decreti ed ordinanze del tutto discutibili. Fra tutti, le indicazioni ministeriali per le convocazioni del personale docente.

Sul sito miur.gov.it nella sezione dedicata alla ripresa di settembre, alla domanda “è vero che alla scuola dell’Infanzia e Primaria saranno incaricati supplenti senza laurea?”, il MIUR ha rassicurato che “le cattedre necessarie saranno assegnate in via prioritaria a supplenti abilitati, poi, in caso di esaurimento della graduatoria, a coloro che si stanno laureando in Scienze della formazione primaria. Quindi giovani formati, che hanno svolto un tirocinio e che hanno scelto di fare l’insegnante. Già in passato suddetti docenti venivano chiamati dalle singole scuole attraverso la cosiddetta “Messa a Disposizione” (MAD), ma da quest’anno questa procedura è disciplinata”.

Il riferimento è la nota MIUR n. 26841 del 5 settembre 2020 secondo la quale “le domande di Messa A Disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti in alcuna graduatoria provinciale e di istituto”.

Tuttavia, questa procedura è sempre stata disciplinata da apposita nota ministeriale pubblicata ogni anno dalla Direzione Generale del Ministero e recante le disposizioni per le supplenze del Personale Docente, Educativo e ATA.

La nota MIUR n. 38905 dello scorso anno, allo stesso modo, chiarisce che all’atto dell’esaurimento delle graduatorie di istituto e delle scuole viciniori il Dirigente Scolastico pubblica gli elenchi degli aspiranti docenti non inseriti in graduatoria che hanno presentato istanza di MAD. Anche la nota MIUR n. 37856 del 2018 stabilisce l’utilizzo degli aspiranti a disposizione non inseriti in graduatoria (c.d. MAD) così come la nota n. 37381 del 2017 stabilisce che le domande di messa a disposizione devono essere presentate esclusivamente dai docenti che non risultino iscritti per posti di sostegno in alcuna graduatoria di istituto.

Ca va sans dire le convocazioni da MAD hanno sempre seguìto un iter abbastanza arbitrario a causa di una forte carenza di personale nelle scuole. I Dirigenti Scolastici hanno convocato dalle Messe A Disposizione – contro qualsiasi nota – anche docenti inseriti nella graduatoria di altra regione pur di garantire che personale qualificato, seppur senza titolo d’accesso per quell’ordine di grado, occupasse una cattedra d’insegnamento.
Quest’anno, al contrario, i Dirigenti Scolastici stanno prestando particolare attenzione alla nota rifiutando le domande di Messe A Disposizione da parte di docenti in possesso di titolo perché già inseriti in GPS. È il caso dei docenti abilitati per l’Infanzia e la Primaria (diplomati Magistrali ante 2001/02 e laureati in Scienze della Formazione Primaria) presenti nelle Graduatorie Ad Esaurimento (GAE) o nella I fascia delle GPS.
In particolare, molti di questi in GAE e GPS del centro-sud, ove la disponibilità dei posti è inferiore rispetto al nord, stanno perdendo la possibilità di ottenere incarichi in altre regioni. A tali posti potranno invece aspirare, tramite MAD, i laureati triennali o addirittura i semplici diplomati in altri ambiti (liceo scientifico, classico, linguistico, tecnico ecc.) magari in attesa di convocazione come personale ATA poiché non inseriti in GAE o GPS. In altre parole, con tale nota il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina oltre a limitare la possibilità a docenti già inseriti in GAE e GAE di essere convocati da MAD, ha favorito quel sistema che lei stessa ha lamentato di arbitrarietà e mancanza di trasparenza da parte dei Dirigenti Scolastici che convocano docenti sprovvisti di titolo.