Il rapporto Aran sul monitoraggio della contrattazione integrativa scuola 2016 : in aumento la percentuale delle materie non negoziabili .

Con comunicato 8 maggio 2018 l’ARAN ha reso pubblico il sesto rapporto sul “monitoraggio della contrattazione integrativa” redatto ai sensi dell’art. 46, co. 4, del D.Lgs. n. 165/2001 nonché il report sulla “Rilevazione sintetica anno 2017”. Il rapporto presenta le risultanze del monitoraggio, per l’anno 2016, sull’applicazione dei contratti collettivi nazionali e sulla contrattazione collettiva integrativa, trasmesso annualmente al Dipartimento della funzione pubblica, al Ministero dell’economia e delle finanze nonché ai comitati di settore. Per quanto concerne il comparto scuola, i risultati del report desumibili dal paragrafo 5.1 del monitoraggio ( cui si rinvia), sottolineano come lo stesso, disposto su un campione di 198 contratti integrativi di 200 scuole, si è svolto attraverso un analisi delle materie disciplinate nei contratti, raggruppate in cinque tipologie di materie evidenziate con le percentuali rilevate. A tal proposito le materie disciplinate sono state suddivise rispettivamente in : 1) materie legittimamente trattabili in base al contratto nazionale ed alla legge ( criteri ripartizione fondo di istituto e attribuzione compensi accessori ; determinazione contingenti personale ex l. 146/90 e 83/2000 e criteri e modalità applicazione diritti sindacali ; criteri per individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con fondo d’istituto ; sicurezza nei luoghi di lavoro ; retribuzione prestazioni eccedenti orario di servizio etc.) ; 2) materie previste come trattabili dal contratto nazionale, ma la cui trattabilità dovrebbe essere venuta meno a seguito di norme di legge sopravvenute ( criteri assegnazione personale sezioni distaccate e plessi ; ricadute sull’organizzazione del lavoro per intensificazione prestazioni ; ritorni pomeridiani ; criteri e modalità organizzazione del lavoro e articolazione orario del personale ; modalità di articolazione istituti di flessibilità orario di lavoro ; disciplina ritardi ; recuperi e riposi compensativi; utilizzazione personale docente e ata in relazione al POF e al piano delle attività DSGA etc.) ; 3)  materie che non sono oggetto di contrattazione integrativa, ancorché ricomprese nel sistema della partecipazione sindacale ; 4) materie che non sono oggetto di contrattazione integrativa né di partecipazione sindacale (  referendum) ;  5) materie che non sono di competenza della contrattazione integrativa a livello di istituto, in quanto di competenza esclusiva della contrattazione integrativa di livello regionale ( criteri modalità e opportunità formative personale ; criteri di tutela e salute, ambiente lavoro ; allocazione e utilizzo risorse lotta a emarginazione ; assegnazione fondi per formazione ; criteri formazione personale ; verifica formazione ; criteri utilizzo fondo Ministero per aree a rischio ; diritto a mensa gratuita ; durata massima assemblee territoriali ; quest’ultima tipologia di materie tra l’altro, è presente solo nel comparto della scuola. Secondo l’ARAN dall’analisi della contrattazione scolastica del comparto scuola, non emergono particolari elementi di novità rispetto agli anni precedenti ; ad ogni buon conto si evidenzia come, sia il comparto con una estrema parcellizzazione della contrattazione . Essa infatti è strutturata su quattro livelli di contrattazione: Aran, nazionale in sede Miur, regionale e, di istituto, che dovrebbero ridurre e non aumentare le competenze del livello più decentrato ;  osserva l’ARAN altresì, nel monitoraggio, come la contrattazione d’istituto intervenga sia su materie non di competenza contrattuale sia su quelle non di competenza del livello contrattuale di istituto. Fra le materie di contrattazione la cui trattabilità dovrebbe essere venuta meno, l’Agenzia osserva come continuano a riscontrarsi valori molto elevati di contrattazione per materie che riguardano l’ambito più strettamente organizzativo/gestionale. Il monitoraggio si conclude poi, con un valutazione di sintesi espressa in una tabella che evidenzia, in percentuale, le cinque tipologie di materie rilevate e qui indicate. Secondo il monitoraggio a differenza risulta in aumento la percentuale delle materie non negoziabili oggetto della contrattazione integrativa di istituto (  34,5%  rispetto al  30% del 2015 )  .