IL TAR LAZIO SEZ. III BIS CON SENTENZA 4 LUGLIO 2017 NEGA IL LEGITTIMO DIRITTO DEI DOCENTI IN POSSESSO DEL DIPLOMA MAGISTRALE ABILITANTE ALL’INSERIMENTO NELLE GAE, SULLA BASE DELLA INGIUSTA ED ASSURDA TESI DELLA “CRISTALLIZAZIONE DELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO DURANTE IL TRIENNIO”. NECESSITA’ DI RICORRERE AL CONSIGLIO DI STATO .

Con la sentenza n.7727/2017 depositata il 4 luglio 2017, il TAR Lazio Sez.III Bis dopo mesi di attesa, pur compensando le spese giudiziali, ha disatteso le legittime aspettative dei ricorrenti ad essere inclusi nelle graduatorie permanenti ad esaurimento per il triennio 2014/2017, nelle classi di concorso “scuola infanzia” e “scuola primaria” in virtù del possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002.

 I ricorrenti, diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001-2002 difesi dall’Avv. Maurizio Danza avevano impugnato il D.M. 495 del 22 giugno 2016 ( recante criteri per l’aggiornamento delle GAE del personale docente valevoli per il triennio 2014/2017 -operazioni di carattere annuale) nella parte in cui non ha previsto la possibilità di inserimento nella III° fascia della graduatoria ad esaurimento, o in una eventuale graduatoria aggiuntiva a quella di III° fascia per i soggetti che, come gli odierni ricorrenti, non vi fossero già inclusi, nonostante il titolo di studio sia considerato abilitante a tutti gli effetti così come affermato dal Consiglio di Stato con la sentenza della VI Sezione n. 1973 del 16 aprile 2016.

Nonostante il TAR Lazio, abbia riconosciuto in primo luogo la giurisdizione amministrativa in materia “vista la giurisprudenza secondo cui, in materia di pubblico impiego privatizzato, la giurisdizione in materia di c.d.atti di macro-organizzazione delle GAE appartiene in via generale alla giurisdizione del Giudice Amministrativo (Cons. Stato Sez. III, 12-12-2014, n. 6129)”,il collegio della III° BIS, ha però ritenuto che il D.M n.495 del 22 giugno 2016 sia parte integrante del D.M. n.235/2016 e che, “i soli docenti già iscritti nelle G.A.E. ai sensi del D.M. n.235/2016 avrebbero potuto esprimere la loro manifestazione di interesse all’aggiornamento per l’anno 2016/2017 esclusivamente a mezzo di istanza presentata on –line entro le ore 14.00 dell’8 luglio 2016“; pertanto “ a prescindere dai profili di inammissibilità per omessa tempestiva impugnazione del D.M.235/2014, di cui il D.M. 495/2016 costituisce parte integrante secondo quanto espressamente previsto dall’art.5, il presente ricorso risulta comunque irricevibile in quanto tardivo e comunque infondato “;

In sintesi la sentenza di rigetto del TAR Lazio sez. III Bis, aderisce alla assurda e palesemente illegittima tesi, contestata dalla  difesa dei ricorrenti, della “cristallizazione delle graduatorie ad esaurimento durante il triennio ( ed ora fino al 2019/2020), confermata dal Consiglio di Stato n.364/2016 del 16 dicembre 2016, e dunque della impossibilità dell’aggiornamento a anche a favore di chi era in possesso di titolo abilitante che  avrebbe dovuto impugnare il D.M. 16.03.2007 per conseguire l’inserimento! Ecco letteralmente il passaggio della sentenza “ rilevato, infatti, che come più volte rilevato dalla Sezione, secondo quanto espressamente previsto dall’ art. 1, co. 4, del D.L. 97/2004 (e ora dall’art. 1, comma 10 bis, della L. n.21/2016 che ha prorogato la validità di tali GAE fino all’a.s. 2019/2020) le GAE hanno validità triennale e nel corso del triennio è consentito esclusivamente lo scioglimento delle riserve, secondo le modalità e i termini disciplinati con il D.M n.325/2015 per l’annualità 2015/2016 e con il D.M. n.425/2016 per l’annualità 2016/2017 e che, quindi, nel corso del triennio non sono in nessun caso consentiti nuovi inserimenti, quale sarebbe da ritenersi quello dei ricorrenti che, pur ritenendo di possedere un titolo abilitante, al momento della “chiusura” delle GAE a seguito dell’articolo 1, comma 605 lettera c) della legge 27 dicembre 2006, n. 296), non hanno ritenuto di far valere la loro pretesa all’inserimento impugnando il D.M. 16.03.2007, ovvero l’ultimo che nel periodo transitorio consentiva nuovi inserimenti”.

Non potendo accettare l’assurda tesi del TAR Lazio e del Consiglio di Stato n.364/2016 del 16 dicembre 2016, secondo cui le GAE sono da ritenersi chiuse fino al 2019-2020, riteniamo che il giudizio debba essere proseguito con la impugnazione della sentenza innanzi al Consiglio di Stato, alfine di tutelare le legittime ragioni dei ricorrenti che impongono un riconoscimento immediato ed una integrale spendibilità del titolo abilitante; diversamente come abbiamo sempre sostenuto, il MIUR viola gravemente il diritto all’insegnamento di numerosi docenti; tra le altre iniziative abbiamo ipotizzato di impugnare anche il DM n.400 del 12 giugno 2017 che rappresenta al momento, l’unica opportunità per forzare il sistema definito “chiuso” dal TAR Lazio,per conseguire in via di urgenza l’inserimento con riserva nelle graduatorie ad esaurimento.

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