CORSO FORMAZIONE ANZIO 26 MAGGIO 2017 “ LA FORMAZIONE QUALE OPPORTUNITA’ DI CRESCITA E VALORIZZAZIONE DELLA PROFESSIONALITA’ DOCENTE”

Intervento dell’ Avv. Maurizio Danza Prof. di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum su “metodologie e dinamiche del processo di valorizzazione della professionalita’”.

 

E’ di tutta evidenza come il bonus di natura accessoria e destinato secondo l’ art.1 co.126-129 della L.n.107/2015 alla valorizzare del merito del personale docente, presenti caratteristiche del tutto diverse dagli altri strumenti di premialità previsti dall’art.20 del D.lgs 150/2009, la cui distribuzione è collegata esclusivamente al conseguimento di un obiettivo individuale . A tal proposito si noti che, mentre il bonus per la valorizzazione del merito dei docenti è assegnato esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato non precario, gli istituti di premialità prevedono la partecipazione di tutto il personale sia docente che amministrativo, anche a tempo determinato . Di particolare rilievo poi, la assenza nella L.n.107/2015 di ogni riferimento sia al ciclo di gestione della performance, che al sistema di misurazione previsto invece dall’art.7, nonché agli obiettivi di cui all’art.5 co.2 del D.lgs.n.150/2009 , condizioni indispensabili per l’erogazione  degli incentivi  .Tutto ciò conferma che, la L.n.107/2015 non sembra affatto recepire i principi generali di distribuzione del trattamento accessorio desumibili dal sistema di premialità, ma che abbia voluto invece, introdurre una disciplina speciale  per il solo personale docente a tempo indeterminato.

Per tali motivi appare difficile ricondurre i criteri adottabili dai comitati di valutazione degli istituti scolastici tra gli ambiti di cui all’art. 1, co. 129 della L. n. 107/2015, ai principi desumibili dal decreto legislativo n.150/2009 in tema di gestione della performance. Ed infatti  la norma nel dettare il criterio dei “ risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica,  nonché  della collaborazione  alla ricerca didattica, alla documentazione e  alla diffusione di buone pratiche didattiche “ contenuto nella lett. b) dell’art.1 co.129, nulla dispone in merito alla adozione preventiva di indicatori finalizzati alla misurazione dei risultati delle attività dei docenti ; ancora più problematica poi appare la lettera a) dell’art.1 co.129, nella parte in cui prevede “la qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché  del successo formativo e scolastico degli studenti. E’ infatti di tutta evidenza come l’ambito “qualitativo dell’insegnamento “ presenti profili di ampia discrezionalità , rendendo ardua anche la individuazione  di “criteri oggettivi e certi”,  tali da consentire la effettiva valutazione e misurazione della attività del docente ai fini della corresponsione del bonus. In ogni caso, quanto al “contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti, sembra in primo luogo opportuna la individuazione di criteri coerenti con la struttura organizzativa della scuola , così come delineata dal piano triennale dell’offerta formativa integrato con le priorità del RAV e del Piano di Miglioramento, dando particolare rilevanza a quegli indicatori connessi ad attività che la scuola ha individuato come prioritarie per il miglioramento dell’offerta formativa della istituzione. Utile contributo, in quanto direttamente o indirettamente incidenti sul miglioramento della istituzione scolastica, tutte le attività poste in essere notoriamente dal docente , non incluse tra le attività comunque dovute o tra quelle remunerate su base fissa oraria : in tal senso potrebbero essere valutate ai fini della corresponsione del bonus, in concorso con le altre, la positiva partecipazione ad attività collegiali di cui all’art.29 co.3 lett.a) e b ) del CCNL Scuola 2006/2009 nella misura eccedente rispetto al proprio monte ore annuo ; ancora a tal fine  potrebbe essere oggetto di valutazione, il tempo impiegato per l’accoglienza e la vigilanza degli alunni ai sensi dell’art.29  co.5 del CCNL Scuola 2006/2009, nonché quello dedicato all’accompagnamento e partecipazione ai viaggi di istruzione. Meno problematica la interpretazione dell’art.1 co.129 lett.c) nella parte in cui nel prevedere le “responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale”, sembra riferirsi non tanto al risultato della attività del docente ma a specifiche responsabilità derivanti da un incarico, disponendo un rinvio al concetto di “ indennità di funzione” già adottato negli altri contratti collettivi del pubblico impiego. A titolo di esempio, potrebbero rientrare in detta categoria, le attività di segretario verbalizzante dei docenti espletate all’interno dei consigli di classe, nei dipartimenti per materia etc., se non remunerate ad altro titolo, quali attività accessorie.

A conferma che la legge n.107/2015 istitutiva del bonus dei docenti abbia introdotto una disciplina speciale in tema  di distribuzione del trattamento accessorio , l’omesso riferimento al sistema di premialità di cui al D.lgs.n. 150/2009, nonchè al DPCM del 26 gennaio 2011 attuativo dell’art.74 del D.lgs.n.150/2009, in riferimento alla “ determinazione dei limiti e delle modalita’ di applicazione delle disposizioni dei Titoli II e III  del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, al personale docente della scuola( e delle istituzioni di alta formazione artistica e musicale nonche’ ai tecnologi e ai ricercatori degli enti di ricerca).

Quanto ai criteri distribuzione delle risorse a titolo di bonus, in assenza di detti criteri, un primo problema nasce dalla possibile applicazione dell’art. 3 co.2. del DPCM 26 gennaio 2011 che prevede “ il divieto di distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi di incentivi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni sui sistemi di misurazione e valutazione adottati ai sensi del D.lgs n. 150 del 2009, secondo le modalita’ di applicazione del presente decreto”. La questione è di fondamentale importanza, atteso che stante l’assenza di qualsivoglia riferimento e rinvio nella L.n.107/2015 al detto decreto , peraltro riferito esclusivamente agli strumenti di premialità dell’art.20, appare di difficile applicazione il principio del divieto di distribuzione indifferenziata al bonus di cui all’art.1 co.126-129 della L.n.107/2015. Ad ogni buon conto, in dottrina sono state avanzate due tesi : una prima che ritiene applicabile l’art.5 co.11 quinquies della L.n.135 del 7 agosto 2015 che attribuisce il trattamento maggiorato a non meno del 10 % dei dipendenti e nella misura dal 10 al 30% in più del trattamento medio devoluto agli altri . Tale ricostruzione però, appare in contrasto con il meccanismo sostitutivo delle c.d. fasce dell’art.19 del D.lgs.n.150/2009-attualmente sospeso-, che opera esclusivamente sulle risorse derivanti dall’art.6 co.1 del D.lgs n.141 del 1 agosto 2011 e cioè sulle “eventuali economie aggiuntive  destinate alla erogazione dei premi di cui all’art.16 co.5 della L.n.111 del 15/7/2011,- derivanti dai piani di razionalizzazione e da distribuire in sede di contrattazione integrativa-, contrariamente alle risorse previste per il bonus dei docenti. L’altro orientamento propende invece, per l’applicazione dell’art.9 co.3 del già menzionato DPCM 26/1/2011  perché dettato specificatamente per la scuola , e che prevede invece, l’assegnazione dei premi su base meritocratica, ad una percentuale non superiore al 75% dei docenti .