IL RECLUTAMENTO NEL PUBBLICO IMPIEGO SECONDO LE MODIFICHE DEL TESTO UNICO APPROVATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI N.14 DEL 23 FEBBRAIO 2017

Avv. Maurizio Danza – Docente di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum

Di particolare interesse le disposizioni introdotte ed approvate nel Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2017, in tema di reclutamento del personale delle pubbliche amministrazion attraverso le modifiche operate all’articolo 35 del decreto legislativo n. 165 del 2001. Come è noto, tale disposizione prevede attualmente al comma 1 che “ L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche avviene con contratto individuale di lavoro: a) tramite procedure selettive, conformi ai principi del comma 3, volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno; b) mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento ai sensi della legislazione vigente per le qualifiche e profili per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo, facendo salvi gli eventuali ulteriori requisiti per specifiche professionalità.A ben vedere le modifiche più rilevanti, riguardano il co.3, nel quale vengono previsti “altri principi” cui le pubbliche amministrazioni  dovranno conformarsi nella attività di reclutamento del personale. Infatti, oltre a quelli attualmente evincibili dalla attuale formulazione della disposizione, il testo del Governo emanato dal Consiglio dei Ministri  ha aggiunto dopo la lett. e) rispettivamente la possibilità “di individuare idonei in numero non superiore al trenta per cento dei posti messi a concorso con arrotondamento all’unità superiore” ( lett. e-bis), fatta salva la speciale normativa dei concorsi per il personale della scuola ; la possibilità” di richiedere, tra i requisiti previsti per specifici profili o livelli di inquadramento, il possesso del titolo di dottore di ricerca, che deve comunque essere valutato, ove  pertinente, tra i titoli; eventualmente rilevanti ai fini del concorso ( lett.e-ter); e la possibilità “di prevedere un numero massimo di titoli che i candidati possono sottoporre alla valutazione della  commissione “( lett.e-quater). Il comma 4, invece, integralmente sostituito prevede ora che “le determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base del piano triennale dei fabbisogni di cui all’articolo 6, comma 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono autorizzati l’avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie  e degli enti pubblici non economici. A ben vedere la disposizione prevede in sostanza che, l’avvio di procedure di reclutamento siano adottate da ciascuna amministrazione sulla base del piano triennale dei fabbisogni e non più sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale. Il successivo comma 5 dell’art.35, di nuovo formulazione, prevede il coinvolgimento in tema di reclutamento delle esperienze maturate da alcuni soggetti pubblici e del Formez: a tal proposito dispone che, le amministrazioni pubbliche, per lo svolgimento delle proprie procedure selettive, possono rivolgersi al Dipartimento della funzione pubblica ed avvalersi della Commissione per l’attuazione del Progetto di Riqualificazione delle Pubbliche Amministrazioni (RIPAM), con personale dell’Associazione Formez PA, fatte salve le competenze delle Commissioni esaminatrici; il  successivo comma 5.1,  prevede altresì , che il bando di concorso possa fissare un contributo di ammissione per la partecipazione ai concorsi.  Di particolare importanza anche il nuovo co.5.2. in merito alla previsione di “linee guida concorsuali” : la disposizione, prevede infatti che Il Dipartimento della funzione pubblica, anche avvalendosi dell’Associazione Formez PA e della Commissione RIPAM, elabora, d’intesa in sede di Conferenza Unificata di  cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 287 del 1997, linee guida sullo svolgimento delle prove concorsuali e sulla valutazione dei titoli, ispirate alle migliori pratiche a livello nazionale e internazionale in materia di reclutamento del personale, nel rispetto della normativa vigente in materia”. Infine,ed in merito al reclutamento, non può non menzionarsi la modifica del co. 1 dell’art. 37 del decreto legislativo n. 165 del 2001, che già prevedeva “ l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera, a decorrere dal 1 gennaio 2000 nei bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2”.Ora, la norma così proposta, prevede sostanzialmente che nei confronti del candidato per l’accesso alle pubbliche amministrazioni, si debba accertare la conoscenza della lingua inglese, nonché, ove opportuno in relazione al profilo professionale richiesto, di altre lingue straniere.