GLI INTERVENTI PRINCIPALI IN TEMA DI PUBBLICO IMPIEGO APPROVATI NEL CONSIGLIO DEI MINISTRI N.14 DEL 23 FEBBRAIO 2017.

Avv. Maurizio Danza –  Docente di Diritto del Lavoro presso Universitas Mercatorum

Di particolare interesse le disposizioni introdotte ed approvate nel Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2017, rispettivamente in tema di superamento della dotazione organica, disciplina delle forme di lavoro flessibile, di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, della possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata, e in tema di integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità. Tali interventi sono stati operati attraverso modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g) , h), l), m), n), o), q), s) e z) della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

In particolare il decreto introduce in primo luogo disposizioni finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di progressivo superamento della “dotazione organica”, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni e la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici;

Di particolare rilievo, la disciplina delle forme di lavoro flessibile, finalizzate a  prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito infatti a regime, il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti.

Viene poi previsto una modifica delle disposizioni contenute negli art. 55 bis in tema  di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare della pubblica amministrazione ampliando i poteri dell’ufficio di disciplina, e dell’art.55 ter in merito ai rapporti tra procedimento penale e disciplinare.

In materia di procedure concorsuali, il decreto prevede la facoltà di espletamento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata, estesa anche alle Regioni, e la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori.

 Di particolare rilievo poi le norme sulla integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, anche attraverso l’istituzione di una Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità.